Cinema di genere e musica. Ecco la playlist

15 Ottobre 2020

Diciamocelo: cosa sarebbero stati questi mesi senza musica e film?

I film ci hanno permesso di rivalutare vite passate (che sembravano quasi banali ma che oggi, a conti fatti, non lo sono affatto) e scandagliare vite future (che paiono essersi concretizzate, nel bene o nel male); ed è proprio grazie al cinema ed alle sue musiche che siamo in grado di valutare in modo più critico il nostro percorso di vita, facendo una somma delle nostre emozioni. C’è però un tipo di cinema a cui siamo particolarmente affezionati: il cinema di genere, disciplina – o meglio summa di discipline – in cui noi italiani eravamo piuttosto abili nell’ottimizzare i budget, creare storie assurde ma anche molto originali, abili a generare “suspence” o “relief” a seconda della narrazione.

Horror, Thriller, Fantascienza, Fantasy (eh sì c’è anche questo), Poliziotteschi, Commedie e tanto altro.

E se alle singole pellicole sono legati aneddoti, curiosità o addirittura leggende, le colonne sonore non sono certo da meno: dal mitico Vince Tempera che utilizza la formazione originale dei Goblin per musicare l’introvabile film di Tonino Cervi “La Nottata”, al nostro Giorgio Moroder che dipinge con note iperrealistiche “Cat People” (remake de “Il bacio della Pantera” di Jacques Tourneur). Tra le canzoni ce n’è una con David Bowie che verrà ripresa anche da Tarantino in “Inglorious Bastards”, tanto per dire. Aggiungiamo gli epici Ennio Morricone e Detto Mariano, scomparsi in quest’anno nefasto, che discreti ci infilano sotto la porta di casa un lascito immenso e , perché no, i cent’anni dalla nascita di Alberto Sordi che hanno infarcito il digitale terrestre di sue apparizioni, spesso tamburellate in sottofondo da un altro Maestro, Piero Piccioni.

Studio Gong vuole omaggiare ancora una volta la cosiddetta “musica per immagini”,  il vero linguaggio dall’aldilà (come amava definirla Federico Fellini) con una succosa playlist su Spotify, che segua le orme di molti film trasmessi in TV durante questi mesi, ma soprattutto che celebri la vecchia sincronizzazione tra “score” e il cinema di genere, di qualsiasi genere. Eccola qui!